L’11 luglio scorso si sono svolte in Moldova le elezioni parlamentari anticipate. Con un’affluenza del 48,36% è stata superata la soglia di convalida di 1/3 del numero degli elettori iscritti nelle liste elettorali convalidando il voto.

Gli elettori hanno scelto tra 20 partiti politici, due blocchi elettorali e un candidato indipendente, 23 candidati elettorali in totale. Travolgente il successo del Partito PAS della presidente Maia Sandu si è aggiudicato 63 seggi su 101 con il 52,6 per cento dei voti contro il 27,2 della la coalizione dei comunisti e dei socialisti (BECS) degli ex capi di stato Igor Dodon e Vladimir Voronin.

Si va quindi verso il primo governo filo-Ue della storia della Repubblica di Moldova, che promette riforme e di far fronte agli impegni presi con Bruxelles in cambio di un pacchetto di aiuti. Ma si profilano tensioni con Mosca

Il primo vero grande impegno del nuovo esecutivo sarà la riforma della giustizia, uno dei cavalli di battaglia della Sandu. Tra gli altri obiettivi, l’attrazione di fondi europei ma anche la confisca dei beni illeciti e di cui non si possa giustificare la provenienza.